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Il Monitoraggio della radioattività in Sardegna

Aggiornamento: 12 feb 2021

Il problema della radioattività torna alla ribalta ogni qualvolta la cronaca ci mette difronte a notizie di incidenti nucleari o magari perchè vengono scoperti movimenti di materiale contaminato in arrivo nell'isola.



Pochi si chiedono se ci sia un controllo della radioattività tutti i santi giorni e quale sia la sua efficenza ed efficacia. Il controllo della radioattività ambientale in Italia è regolato dal Decreto Legislativo n. 230 del 1995. Il decreto recepisce le direttive 89/628/Euratom, 90/641/Euratom e 96/29/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti, fermo restando il rispetto del Trattato Euratom che stabilisce che ogni stato deve provvedere agli impianti necessari per effettuare il controllo del grado di radioattività dell’atmosfera, delle acque e del suolo e deve comunicare alla Commissione Europea (CE) i risultati ottenuti.In base all’art. 104 del D.Lgs. 230/95 il controllo sulla radioattività ambientale è esercitato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; il controllo sugli alimenti e bevande per consumo umano e animale è esercitato dal Ministero della Salute. Il complesso dei controlli è articolato in reti di sorveglianza regionali e reti di sorveglianza nazionali.Le reti nazionali si avvalgono dei rilevamenti e delle misure effettuati da istituti, enti e organismi idoneamente attrezzati. La gestione delle reti regionali è effettuata dalle singole Regioni mentre all’ISPRA sono affidate le funzioni di coordinamento tecnico al fine di assicurare l’omogeneità dei criteri di rilevamento e delle modalità dei prelievi e delle misure relativi alle reti nazionali.Attualmente in Italia è operativa la REte di SOrveglianza della RADioattività (RE.SO.RAD.) ambientale costituita dalle 21 Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente e da altri enti che concorrono al complesso delle misure. In Sardegna la rete di monitoraggio è composta dai laboratori dei dipartimenti Arpas di Cagliari e Sassari che fanno parte della Rete nazionale di rilevamento della radioattività ambientale (Re.so.rad) Fino al 2007, vista la presenza di una base navale di sommergibili a propulsione nucleare, l'A.R.P.A.S. di Sassari ha gestito anche una rete locale di rilevamento della radioattività ambientale sita nell'arcipelago di La Maddalena . Volendo fare una considerazione sull'estensione della Sardegna e sulla presenza di otto Dipartimenti dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, si può ragionevolmente affermare che la rete regionale sia sottodimensionata.


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